Negli ultimi mesi si sta diffondendo una maggiore consapevolezza per l’impatto ambientale causato delle varie attività umane e ce ne rallegriamo.
Quello che temiamo è che, nella maggior parte dei casi si tratti semplicemente di un’operazione di facciata e che in sostanza si continui ad inquinare e a devastare l’ambiente naturale senza troppi scrupoli.
Temiamo che gli interessi economici prevalgano su quelli culturali, sociali, ambientali, a scapito soprattutto della salute dei cittadini.
C’è una bella differenza tra considerare la gente come dei cittadini, titolari di diritti, e dei consumatori, titolari di un conto corrente o di una carta di credito. Da parte dei poteri economici forti c’è una spinta spasmodica a consumare tutto il petrolio che è rimasto, attraverso un bomabardamento mediatico che spinge ad acquistare automobili sempre più sofisticate con il risultato di avere delle città intasate e sature di smog, delle persone che passano da sole un’abnorme quantità di tempo in code interminabili dove si procede a passo d’uomo. C’è una logica? Per noi no, ma per queste lobby evidentemente sì, perché comunque l’economia cresce anche stando rinchiusi in una macchina, con l’autoradio che trasmette assillanti spot pubblicitari che invitano a comprare cose inutili. Anche il passaggio alla benzina verde è stata una pura operazione di facciata, una fandonia, così come l’escalation di vetture denominate Euro 2, Euro 3 , Euro 4… è questo il progresso? Ci sono cifre raccapriccianti che non vengono citate negli spot pubblicitari: più di 5.000 morti ogni anno per incidenti stradali (il 75% nei centri urbani) 2.000 vittime ogni anno a causa dello smog, un aumento drastico di malattie repiratorie soprattutto tra i bambini: è un segno di civiltà o il bollettino di una guerra civile? Regolarmente le città italiane sforano i parametri di polveri inquinanti e Firenze è tra le capofila!
Secondo noi il fine non giustifica i mezzi, soprattutto se questi inquinano e ammazzano 7.000 persone ogni anno. E poi c’è un paradosso: il fine sarebbe quello di arrivare prima a destinazione, e invece la velocità media nei centri urbani, a causa del traffico è sensibilmente diminuita.
Il dramma è che i nostri amministratori tutte queste cose le sanno, eccome, ma hanno le mani legate e non osano intervenire in modo deciso e drastico per evitare la strage e il disagio enorme di chi vive nei centri urbani.
Proponiamo dunque interventi più incisivi per raggiungere l’obbiettivo “emissione zero a Firenze”, che potrebbe rappresentare per questa magnifica città, culla del rinascimento, l’occasione di essere nuovamente da esempio nel mondo per uscire per prima dalla cupa era del petrolio, come si uscì 500 anni fa dal Medioevo. Visto che comunque il petrolio è una risorsa che dovrà esaurirsi, e visto soprattutto che abbiamo gli strumenti e le risorse per compiere un passaggio verso una mobilità sostenibile, esortiamo tutti a ripensare il loro modo di spostarsi da un luogo all’altro ed esortiamo le istituzioni a creare le basi perché tutti possano compiere questo passaggio senza traumi. Siamo sicuri che i fondi per attuare un piano così ambizioso sono reperibili risparmiando sulle enormi spese sanitarie dovute agli incidenti e all’assistenza e ai ricoveri per malattie respiratorie!
I suggerimenti di Firenze Respirabile:
- Attivazione del “Pedibus” in tutte le scuole
- Educazione nelle scuole ad andare a piedi o all’uso della bicicletta
- Mezzi occupati da più persone (car pooling) – reti di comunicazione e facilitazioni per i pendolari
- Incentivi a chi acquista e viaggia con mezzi a emissione zero
- Supertassa a chi inquina (sono esclusi mezzi ibridi, metano, gpl, biodiesel, bioetanolo)
- Parcheggi scambiatori con mezzi navetta elettrici e bici gratuite o a moneta (come i carrelli della spesa)
- Mezzi pubblici a basso costo e a emissione zero
- Car sharing a basso costo
- Ampliamento delle zone pedonali
- Possibilità di trasporto della bici sui mezzi pubblici e collegamenti ciclabili con le fermate e i capolinea
- Transito bidirezionale per le bici su tutte le strade prive di piste ciclabili
- Rete efficiente (e non promiscua con i pedoni!) di piste ciclabili e messa in sicurezza dei ciclisti
- Piste ciclabili di collegamento tra la periferia e il centro storico e circonvallazione ciclabile
- Piste dedicate al cicloturismo
- Stazioni di servizio per ciclisti (spogliatoi, officine)
- Rastrelliere sicure e coperte
- Convenzioni a vantaggio di chi non inquina (nei centri culutrali e commerciali)
- Calendario di iniziative e manifestazioni culturali e sportive a emissione zero